Occlusione dentale e relazione centrica: capire la stabilità della bocca e i problemi dell’ATM

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Paolo Bursi

Odontoiatra, appassionato di ortodonzia funzionale, sport e vita all'aria aperta

Occlusione dentale è un termine che genera sempre confusione tra i non addetti ai lavori. Quando un dentista o un ortodontista parlano di occlusione centrica, relazione centrica o massima intercuspidazione, pochi comprendono realmente di cosa si tratta.


All’interno di questo articolo capiremo che in realtà la nomenclatura e le definizione hanno significato più per l’uomo che per la natura. Infatti la natura e la funzione di di queste strutture è indipendente dal nome che gli hanno affidato gli studiosi.

Prima di entrare nei meandri dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), dobbiamo andare a fare un po’ di analisi delle definizioni.

Sfortunatamente è l’unico modo che abbiamo per comprendere al meglio come funziona il nostro corpo. Un po’ come quando si vuole imparare a scrivere, il primo step è conoscere l’alfabeto, saperlo ripetere e conoscerne la sua architettura. Altrimenti non c’è verso di poter scrivere o leggere.

Pronto per immergerti in questo mondo?

Cos’è l’occlusione dentale?

L’occlusione dentale è il termine tecnico che indica la chiusura dei denti: il momento in cui le arcate dentarie entrano in contatto. L’origine del termine è logica, occlusione indica una chiusura, dentale indica i denti.

Lo so, parlare di chiusura dentale sarebbe stato molto più facile e comprensibile anche per i non addetti ai lavori.

Il dizionario medichese nasce proprio per rendersi poco chiaro a chi si occupa di altro.

Tranquillo, ti accompagno io in questo percorso per fare luce nella tempesta dell’ATM.

Massima intercuspidazione

La forma più semplice di contatto tra i denti si chiama massima intercuspidazione, ovvero il massimo contatto possibile tra i denti superiori e inferiori.

Come si comprende dal termine, indica il più ampio numero di contatti tra i denti e più precisamente tra le cuspidi dei denti superiori e inferiori (le cuspidi sono le parti più a punta dei denti).

Le cuspidi si dividono in due diverse tipologie:

– le cuspidi interne

– le cuspidi esterne

Tra la parte superiore e inferiore della bocca hanno un ruolo totalmente diverso, infatti gli studiosi le hanno definite in due diversi nomi, in base alla loro posizione ma soprattutto alla loro funzione.

Esistono quindi le:


– cuspidi di stampo

– cuspidi di taglio

Come puoi ben capire il loro ruolo è totalmente diverso.

Secondo te le cuspidi di taglio a cosa servono?

Bravo! Esatto!

Le cuspidi di taglio servono per tagliare, principalmente il cibo. Ma l’esperienza ci insegna che esistono numerose etichette o confenzioni (soprattutto quelle dei biscotti) che si aprono molto meglio con i denti rispetto all’apertura facilitata, ideata dai produttori.

Grazie di esistere cuspidi di taglio!

Ma invece la cuspidi di stampo cosa sono?

Le cuspidi di stampo sono le opposte, il loro ruolo non è tagliare ma anzi rapportarsi con il dente antagonista (opposta) per rendere funzionale l’occlusione dentale e l’intercuspidazione.

Prova pensarci!

Quando usi le forbici, come avviene il taglio? Le lame che tagliano sono quelle appena separate da quelle che si toccano. Cioè il taglio non avviene tra le lame che si toccano ma appena prima.

Alla stessa maniera funzionano i denti, le cuspidi di stampo determinano il contatto dei denti (si stampano sul dente opposto) e le cuspidi di taglio invece si sfiorano e favoriscono il taglio del cibo (o dell’ettichetta, tremenda!).

Tutto chiaro fino qua?

Ottimo!

Aggiungiamo un piccolo particolare, le cuspidi di stampo sono quelle interne superiormente e quelle esterne inferiormente. Mentre, come avrai già capito, le cuspidi di taglio sono quelle esterne superiormente e interne inferiormente.


Occlusione dentale
Massima intercuspidazione

Come si vede in quest’immagine infatti le zone che toccano di più della parte superiore sono le zone interne, che si specchiano (o dovrebbero) sulla parte inferiore.

Ma contro cosa vanno a sbattere le cuspidi?

Se sbattono contro altre cuspidi, giorno dopo giorno e anno dopo anno le cuspidi si consumano e si appiattiscono, eliminando e riducendo l’efficienza di taglio.


Aggiungiamo un altro piccolo dettaglio.

Le cuspidi si vanno a stampare sulla fossa del dente.

Se hai notato infatti il dente è formato da cuspidi e fosse, le fosse sono le depressioni che caratterizzano la superficie masticante del dente. Queste fosse sono fondamentali per accogliere la cuspide.

Ma le csupidi di taglio? Dove vanno a incastrarsi?

Per mantenere efficiente l’occlusione dentale e la massima intercuspidazione, le cupidi di taglio devono sfiorare il dente antagonista, per poter garantire un ottimo taglio.

Ecco perchè quando ci sono dei cross bite, o delle altre malocclusioni si perde efficienza masticatoria e il consiglio è di trattare il problema con un apparecchio ortodontico! In questa maniera i denti saranno più efficienti e più protetti.

OK!

Grandi progressi per capire come funziona la nostra bocca!

Ora guardiamo l’incastro corretto!

Rapporto di I classe

I denti che si chiudono correttamente sono posizionati in maniera tale che i denti dell’arcata superiore siano lievemente più esterni rispetto a quelli dell’arcata superiore. In aggiunta a questo le cuspidi di stampo dell’arcata superiore si devono incastrare a livello delle fosse dei denti dell’arcata superiore (e viceversa).


Per questo motivo i denti devono essere un pochino sfalsati nella loro chiusura.

Più precisamente i denti dell’arcata superiore devono stare mezzo dente più indietro dei denti dell’arcata inferiore, questo permette di avere le cuspidi che si incastrano perfettamente all’interno delle fosse.

In maniera da avere un’occlusione dentale e un’intercuspidazione performanti.

Nella maggior parte dei casi, questa è anche la posizione di miglior stabilità per mascella e mandibola.

Sia nella poszione statica che in quella dinamica, con i denti che chiudono in questa posizione infatti anche la guida canina risulta essere ottimale e permette la migliore stabilità dentale possibile.


Occlusione dentale 
intercuspidazione

Bene stiamo andando molto bene. Cosa te ne pare?

Come ti ho anticipato prima, nella chiusura in massima intercuspidazione in prima classe i denti sono nella miglior posizione possibile: stabili, protetti e perferomanti.

Nella maggior parte dei casi in questa posizione dentale si ha anche una adeguata posizione della mandibola e della mascella. Questo implica che l’articolazione della mandibola è stabile e in equilibrio.

Tuttavia, esistono casi in cui, nella posizione di massima intercuspidazione, le mascelle non sono correttamente allineate. In genere, ciò accade quando la mandibola si trova in una posizione non confortevole rispetto alla disposizione dentale.


Come funziona all’atto pratico?

La mandibola dal punto di vista articolare vorrebbe chiudere in una specifica posizione, ma esiste un fattore (solitamente dentale) che glielo impedisce.

Quindi la bocca si ritrova che per chiudere i denti nel modo corretto lascia la mandibola in una posizione scomoda e in disequilibrio, ma allo stesso tempo per avere una stabilità dell’articolazione i denti devono chiudere in una modalità scomoda e non efficiente.

Si crea quindi un morso duale, quello più comodo e quello più scomodo. Ma quale è quello più corretto?

Su questa questione si sono scannati fior fior di studiosi, ma la cosa interessante è che ancora non si è giunti ad una soluzione che accontenti tutti.

D’altronde quando mai riusciamo a raggiungere una situazione del genere, in generale nelle questioni che riguardano l’umanità? Anche solo tematiche che sembrano ovvie e scontate, come l’evoluzione o la terra rotonda, generano ancora oggi numerose discussioni.

Ma torniamo a noi e al nostro problema articolare!

Relazione Centrica vs. Occlusione Centrica

• La relazione centrica indica la posizione delle ossa mascellari rispetto al cranio, più precisamente la relazione tra il condilo (parte mobile della mandibola) e l’articolazione temporomandibolare (ATM).

• L’occlusione centrica, invece, si riferisce alla chiusura dei denti nel rapporto di relazione centrica.

L’ideale sarebbe che occlusione centrica e massima intercuspidazione coincidessero. Questo avviene nella maggior parte dei casi, oppure la discrepanza tra le due posizioni è così minima da essere trascurabile.

Più grande è la discrepanza, più rara è la sua manifestazione nella popolazione.

Capire queste differenze ci aiuta a valutare:

• Se la bocca è in condizioni di equilibrio;

• Se eventuali squilibri possono avere ripercussioni sul corpo;

• I potenziali problemi a cui si potrebbe andare incontro;

• Le possibili soluzioni e il trattamento più adeguato.

Probabilmente ho corso un pochino troppo e ti ho fornito troppe informazioni in troppo poco tempo.

Potrebbe avere senso analizzare come è fatta l’ATM, sempre per discorso che anticipavo prima che conoscere l’anatomia è determinante per conoscer al meglio la funzionalità del corpo, i suoi problemi e le sue soluzioni.

Cenni anatomici dell’ATM, e sue relazioni nell’occlusione dentale e intercuspidazione

L’ATM si distingue da tutte le articolazioni del corpo, infatti ha numerose peculiarità che la rendono unica.

Primo fra tutti è l’unica articolazione mobile della testa, inoltre è l’unica articolazione che può muoversi lungo i 3 assi di direzione dello spazio.

Inoltre ha una capacità unica di disarticolarsi, o meglio, non ruota solo come la maggior parte delle articolazioni ma trasla in avanti, permettendo quindi la massima apertura della mandibola.

Questa caratteristica è abbastanza comune nelle mandibole degli animali, per esempio in alcuni serpenti la mandibola si disarticola completamente permettendo di ingerire completamente intera la preda.

Ok, in realtà non si disarticola né quella dei serpenti né tantomeno la nostra, però il concetto è che la mandibola gode di mobilità superiore alle altre articolazioni, ed è in grado dislocare la propria posizione per poi ritornare a quella iniziale.

Questo è possibile grazie alla peculiare anatomia della ATM, formata da:

Condilo mandibolare (una struttura tondeggiante che determina la parte più alta della mandibola),

Fossa Glenoide, depressione all’interno dell’osso temporale che permette l’alloggiamento del condilo mandibolare,

Disco articolare, una struttura intermedia tra le prime due, morbida, che per molti aspetti aspetti può ricordare il menisco del ginocchio, ma da quest’ultimo si differenzia perchè la forma è a disco perfetto, a differenza del menisco che è fatto a semiluna.

Queste strutture sono poi collegate tra loro da diversi legamenti, muscoli e tendini che sono determinanti per mantenere stabile l’articolazione, permetterle di muoversi senza creare un danneggiamento della struttura.

Denti storti o dritti?
Occlusione dentale e intercuspidazione

La salute della bocca si caratterizza per una salute della dentatura, con una buona occlusione dentale ma anche per una buona stabilità dell’articolazione.
Come già anticipato la corretta posizione del condilo mandibolare si ha con il disco che si interpone tra condilo e fossa glenoide.

A questa posizione articolare si dovrebbe associare anche la posizione di massima intercuspidazione dentale, ed effettivamente ciò avviene nella maggior parte dei casi.

Esistono delle alterazioni tra la posizione della mandibola e la posizione della dentatura, che possono essere più o meno evidenti, le conseguenze possono essere tra le più variabili.

Conseguenze di una discrepanza nell’occlusione dentale

La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, una discrepanza nell’occlusione non causa sintomi evidenti. Tuttavia, nei casi più complessi, può portare a:

Squilibri muscolari: quando i denti trovano stabilità in una posizione, ma le ossa non sono altrettanto comode, i muscoli devono compensare, causando tensioni e rigidità a livello di testa e collo.

Problemi articolari: con il tempo, una tensione cronica può compromettere la salute dell’ATM, causando mobilità ridotta, blocchi articolari e, nei casi più gravi, riassorbimento dell’osso articolare con conseguenze negative sulla funzionalità della bocca.

Fortunatamente, questi ultimi problemi sono rari, ma risulta fondamentale indagare sulle relazioni tra denti, ossa e muscoli per prevenirli.


Come già anticipato in questo articolo, la muscolatura della bocca è strettamente collegata alla muscolatura di tutto il corpo. Il motivo lo trovi nell’articolo citato, ma molto semplicemente, la lingua è direttamente collegata con l’osso ioide, l’unico osso fluttuante del corpo, il quale è direttamente collegato alle altre strutture muscolari del corpo.

Un cambiamento di posizione della lingua (dovuto ad un cambiamento di posizione della mandibola, per esmpio) determina una cambiamento della posizione dell’osso ioide e quindi una potenziale alterazione di tutto il posizionamento della muscolatura del corpo.

Lo so.

Sembra fantascienza che cambiare la posizione della mandibola mi può iunfluenzare la postura di tutto l’organismo, però può essere, non sempre, dipende dalle capacità di adattamento dell’individuo e da eventuali esperienze passate (traumi, danneggiamenti della muscolatura, altro…)

Però c’è un collegamento.

Affascinante.

I problemi articolari a livello dell’ATM sono invece di altra natura e possono essere ptenzialmente più rognosi. Principalmente perchè correggere un muscolo contratto o in disequilibrio è trattabile con terapia manuale (massaggi, fisioterapia), viceversa un’articolazione sofferente deve essere trattata in altra maniera.

L’argomento di occlusione dentale, intercuspidazione e rapporto con la ATM è molto affascinante, ma data la complessità dell’argomento ho preferito affrontare nel prossimo articolo le tematiche di diagnosi e trattamento!

In questa maniera puoi far sedimentare quanto detto fino ad adesso, e se ci fossero domande o questioni non chiari, contattami!

Sarò felice di risponderti.

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